Non solo lavorazione lamiera: Minifaber promuove lo smartworking

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smart working a casa

Oggi giorno lo “smartworking”, letteralmente “lavoro intelligente”, sembra essere la soluzione per migliorare la vita dei propri collaboratori, permettendo loro di coniugare lavoro e famiglia, e aumentando così la loro soddisfazione e la loro produttività. Molte aziende condividono questo progetto, ma in poche sono riuscite davvero a rendere lo smartworking parte della quotidianità. Minifaber, leader di mercato nella lavorazione della lamiera, è una di queste. Ecco cosa ci ha raccontato Angela a proposito

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Cosa avete fatto di concreto per dar vita allo smartworking?

La prima azione di smartworking, e forse la più importante, attivata da Minifaber è stata il telelavoro. In questo modo i lavoratori, per lo più giovani mamme con bimbi piccoli, possono stare a casa con i loro figli, garantendo però all’azienda di svolgere le proprie mansioni. Iniziato come possibilità in caso di necessità, oggi il telelavoro viene fatto in modo costante, con giorni fissi durante la settimana in cui i dipendenti possono lavorare da casa, risparmiando ore passate nel traffico e dedicando più tempo alla propria famiglia. Tutto questo pur essendo Minifaber un’azienda manifatturiera dedicata a tutti i tipi di lavorazione della lamiera.

Cosa ci guadagna l’azienda ad avere lavoratori che stanno a casa?

L’azienda riesce ad ottenere un lavoro eseguito in modo costante, senza ritardi dovuti all’assenza dei dipendenti. Inoltre guadagna un lavoratore più soddisfatto, e di conseguenza più produttivo, per non parlare della riduzione dei costi delle postazioni fisse in azienda. In un’azienda come Minifaber, infatti, è strettamente necessaria la presenza sul campo solo degli operatori che si occupano della lavorazione della lamiera.

Come siete certi che il lavoro venga svolto?

I lavoratori che scelgono di stare a casa devono essere reperibili nelle otto ore lavorative, per cui possiamo contattarli in ogni momento, come se fossero in ufficio. Inoltre, per ora abbiamo limitato lo smartworking al settore vendite, per cui è facile capire se i dipendenti a casa stanno lavorando o meno: se non caricano gli ordini o non rispondono ai clienti c’è qualcosa che non va.

Ci sono degli svantaggi?

Come in ogni cosa, anche lo smartworking ha il risvolto della medaglia. Sia l’azienda che il lavoratore non condividono la quotidianità e si rischia che nel flusso di comunicazione qualcosa vada perso. Questo svantaggio però è facilmente superabile grazie ad un giusto equilibrio e a una comunicazione trasparente e costante.

I lavoratori sono soddisfatti dello smartworking?

Con lo smartworking i lavoratori ottengono più flessibilità e serenità, sanno di dover essere reperibili e questo crea in loro un maggiore senso di responsabilità che li rende ancora più parte dell’azienda. Nell’insieme quindi sì, credo che siano soddisfatti e spero che la dirigenza riesca ad allargare questa possibilità anche ad altri uffici, per permettere a sempre più dipendenti di coniugare casa e lavoro senza dover rinunciare ad uno dei due.

Grazie al telelavoro, Minifaber cerca di posizionarsi come una delle aziende italiane di riferimento per quanto riguarda lo smartworking, dopo essere già diventata un riferimento europeo per quanto riguarda la lavorazione della lamiera.

 

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